Attivi da oltre 20 anni eccoli con un nuovo album. Wasabidress non poteva che fare due chiacchiere con loro.
Signori e signori ecco a voi i The Twinkles, sempre adorni del loro puro punk rock di marca settantina.
I The Twinkles e l'uscita di un album punk rock nel 2018, così anacronistica come cosa da essere veramente un atto punk: cosa trovate ancora nella scena punk rock rispetto a quando avete iniziato, se non andiamo errati, 22 anni fa?
Hai totalmente ragione, l’uscita di “We come along” è un atto punk nel 2018. Credo che la scena oggi sia ancora buona e ci siano nuove e valide band che si sbattono a mille. L’unica differenza rispetto a fine anni 90 è che non ci sono gruppi mainstream di “moda” come era allora, vedi Green Day o Offspring. Manca il traino che c’era all’epoca ma non importa, avanti tutta come appunto recita il nostro brano “We come along”.
Suonate in lungo e in largo tra Italia ed estero, cosa trovate di diverso tra le varie realtà in cui avete suonato? Intendiamo come accoglienza, professionalità, pubblico, cibo, groupies...
Purtroppo devo dire che il nord Europa, Germania in primis, è avanti anni luce rispetto all’Italia proprio in riferimento ai punti che hai elencato: accoglienza, professionalità, pubblico, cibo. Le band sono considerate protagoniste, non come arredamento. Ahimè, le groupies ormai non esistono più.
Il vostro nuovo album si chiama "We come along"... cosa nasconde questa scelta?
