Intervista ad Andrea Briselli, voce e chitarra de I Pixel, in occasione del B-Art Festival di Milano.
Partiamo parlando del nuovo disco: "Perfettamente inutile" è un titolo bello tosto, due parole che messe assieme creano un bel contrasto.
È un ensemble che definiremmo decadente. Che cosa vuole raccontare questo disco?
Il concetto di assemblare il titolo "Perfettamente inutile", quindi quello di mettere assieme due parole che contrastano fra loro, è una una direzione che abbiamo usato anche nei due EP precedenti. Un nostro marchio di fabbrica sostanzialmente. Il primo EP lo abbiamo chiamato "Niente e subito", il secondo "Mondo vuoto". Non sappiamo ancora se il prossimo disco manterrà il patto con questo concetto, staremo a vedere.
Il titolo è ispirato al Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, o meglio ad una frase contenuta nella prefazione di quel romanzo: "Tutta l'arte è perfettamente inutile". Per noi ha significato questo, che è poi quello che vogliamo trasmettere col titolo di questo album: ogni artista nel suo piccolo deve cercare di creare al meglio delle proprie possibilità, quindi "perfettamente", nonostante l'arte a livello concreto possa essere definita come "inutile", nel senso che nel mondo le cose concrete sono altre, come ad esempio la politica, l'economia...
Il vostro stile testuale comincia ad assumere un'identità più matura e forse più diretta rispetto ai precedenti lavori. Pochi fronzoli, arrivate con parole che sono messe assieme con meticoloso criterio. Ora si intuisce che in voi non c'è più solo la sana voglia di salire su un palco, fare musica e dare al momento quello che arriva ma c'è la virtù di farvi capire al volo anche da chi distrattamente incappa in voi come potrebbe essere stato esempio stasera. Chi vi ascolta la prima volta percepisce al volo che cosa volete dire ed è importante. Questa è una svolta oppure la giusta conseguenza la vostra maturazione?